Scuderi: l'Europa deve avere la capacita di essere una potenza globale.
Scuderi: l'Europa deve avere la capacita di essere una potenza globale.
Benedetta Scuderi è una giovane europarlamentare di AVS, classe 1991,molto attiva su temi sociali, ambientali ed internazionali. Ed oggi ho avuto modo di conversare con lei su innumerevoli temi, che riguardano noi europei in maniera diretta.
Quali sono le nuove sfide dell'Europa in un momento geopolitico così complesso?
Veramente molte. Ne indico due principali che devono andare nella stessa direzione, ovvero rendere l'Europa una potenza globale capace di far valere il diritto internazionale e costruire la pace. Tuttavia non siamo ancora autonomi sotto troppi aspetti essenziali e strategici. primo tra tutti quello dell'energia.
La nostra priorità dovrebbe essere quella di un'autonomia energetica che si può ottenere solo tramite uno sviluppo esponenziale delle rinnovabili. Il secondo aspetto è politico: l'Europa oggi non è una potenza anche perché non è ancora unita. Continua a guardare troppo agli interessi nazionali che - nel lungo periodo - non andrebbero in contrasto con gli ideali europei. Per questo abbiamo bisogno di una riforma delle istituzioni europee che porti alla federalizzazione dei 27 stati Europei, con un'unica voce nelle politiche sociali, industriali e nelle relazioni internazionali.
Lei crede che prima di arrivare alla totale indipendenza energetica sia necessario tornare ad acquistare il gas russo?
Assolutamente no. Non possiamo chiedere l'applicazione del diritto internazionale quando ci conviene. Avremmo dovuto smettere di acquistare il gas da Mosca subito dopo l'occupazione russa della Crimea, e invece non l'abbiamo fatto, finanziando di conseguenza la guerra in Ucraina, che oggi sta costando tantissimi morti. Inoltre il secondo motivo per cui sono fortemente contraria è di tipo strategico: il futuro non è comprare il gas, il futuro è non comprare più gas.
E il nucleare potrebbe favorire il processo di indipendenza energetica in Europa?
Il nucleare ha dei tempi tecnici incredibili: per sviluppare una sola centrale nucleare il tempo impiegato sarebbe di circa 20 anni, con un costo che va dagli 8 ai 25 miliardi. Specialmente in Italia parlare di questo tema significa gettare fumo negli occhi. Richiede soldi che noi non abbiamo poiché il nucleare non vede investimenti privati a causa del rischio troppo elevato di non avere un ritorno economico concreto. Per questo dovremmo guardare a un mix energetico europeo che diversifichi le fonti energetiche non fossili, in cui ogni paese punti allo sviluppo di tecnologie veloci e remunerative.
Lei è membro al parlamento europeo della delegazione per le relazioni con la Repubblica Popolare Cinese. Come dobbiamo relazionarci con i mercati Asiatici?
Al momento il primo mercato di riferimento per la Cina è l'Europa. Tuttavia non abbiamo dei rapporti commerciali ufficiali con Pechino, ma non credo servano. Noi - nel contesto geopolitico - abbiamo una forza che dovremmo utilizzare molto di più per parlare con la Cina riguardo alla Russia o all'Iran. Per questo credo che dovremmo utilizzare questo potere negoziale per includere Pechino nei discorsi di emergenza climatica o di contrasto a politiche imperialiste e sanguinarie come quelle di Israele, della Russia o dell'Iran. Detto ciò non possiamo pensare alla Cina come un alleato, poiché il tema è sempre lo stesso: creare delle politiche interne che rendano indipendenti l'Europa, che ci tutelerebbero anche dai dumping commerciali che la Cina applica in alcuni casi.
E invece, anche a seguito dell'amministrazione Trump, come dovrebbero cambiare i rapporti tra l'Europa e gli USA?
Dobbiamo smettere di essere subordinati agli USA. Per questo motivo pensare a un'Europa federale ci permetterebbe di emanciparci da diverse dinamiche, come ad esempio la NATO, che non reputo più un soggetto militare credibile, soprattutto perché non ne siamo protagonisti.
E quindi secondo lei dovrebbe sciogliersi la NATO?
Io credo che a prescindere dovremmo trovare la capacita di non essere dipendenti dalla NATO, creando un proprio soggetto di difesa, che ci permetta di dire dei "no".
In diverse occasioni il suo partito si è schierato contro il riarmo, che potrebbe creare un'autonomia militare concreta secondo alcuni. Quale potrebbe essere un'alternativa solida secondo lei?
Noi abbiamo convintamente bocciato la proposta di riarmo europeo perché lo reputiamo un riarmo nazionale. Non la costruzione di una difesa comune. Dunque promuovere questa andrebbe contro i valori fondanti dell'Europa, che è nata perché non voleva più 27 stati armati fino ai denti che si facessero guerra tra di loro. Noi spendiamo più di Russia e Cina nel settore bellico, eppure non siamo una potenza che ha una capacità militare propria. Il punto quindi non è quello del riarmo, ma quello di costruire una difesa unica europea per mezzo di un solo esercito, su cui noi abbiamo già espresso la nostra approvazione.
Intervista e trascrizione a cura di Stefano Pelliccia
Commenti
Posta un commento