ZOHRAN MAMDANI ELETTO NUOVO SINDACO DI NEW YORK, UN SOCIALISTA ALLA GUIDA DELLA GRANDE MELA



In una città rumorosa come New York City, il suono dei clacson è la colonna sonora della vita di tutti i Newyorkesi. Oggi però New York si è svegliata con un rumore diverso: dai balconi, dalle auto, dagli uffici, la grande mela festeggiava accoglieva il suo nuovo sindaco, Zohran Mamdani.


Candidato per i democratici, trentaquattrenne, musulmano, socialista dichiarato, la sua figura, nuova nell’arena politica, era stata oggetto di aspre critiche da chi lo considera un “pericoloso comunista”, un “radicale islamico”, inadatto a governare, vista la mancanza di esperienza e contatti nell’establishment. Ma il suo modo di fare diretto, la sua campagna “porta a porta” (fondamentale il sostegno dei giovani volontari i quali hanno bussato a più di 3 milioni di porte, per diffondere il programma del democratico), e le sue idee hanno premiato il candidato Mamdani.

Le sue promesse di “riportare l’attenzione sui comuni cittadini” con asili nido accessibili, una tassazione fortemente progressiva e un tetto al prezzo degli affitti hanno guadagnato la fiducia dei più. Un altro dato fondamentale da analizzare è l'affluenza alle urne. Più di due milioni di persone, il 40% circa degli aventi diritto, si è infatti recato al seggio. Un record storico, non raggiunto dal 1969, che mostra che non sono i cittadini ad essere disinteressati alle questioni politiche, sono i partiti a non riuscire a rappresentarli adeguatamente. Zohran invece, nonostante non abbia dietro di se il supporto di lobby ed aziende, nonostante le pressioni anche da membri del suo partito, che dichiarano di rappresentare gli interessi dei cittadini, è riuscito a conquistare i cuori e le speranze di oltre il 50% degli elettori, dimostrando che questi ultimi ancora riconoscono l'importanza del wealfare e dei programmi sociali, e che una sinistra veramente voce delle persone comuni sia possibile. 


Se volete approfondire la figura di Zohran Mamdani, ecco il link al nostro ultimo articolo:



https://latlante.blogspot.com/2025/07/zohran-mamdani-un-socialista-nella.html

La lotta di Andrew Cuomo: meglio i repubblicani che i progressisti.

                                   



Il grande avversario di Mamdani durante queste elezioni è stato l’ex governatore democratico Andrew Cuomo. Cuomo aveva già perso le primarie contro il giovane socialista, ma si era rifiutato di darla vinta correndo invece da indipendente. L’ex governatore ha ricevuto grande supporto da molte lobby, aziende e multinazionali ed ha raccolto attorno a sé tutti i democratici e gli indecisi spaventati dal “troppo radicale” Mamdani, nonostante i numerosi scandali sessuali e di corruzione che ne hanno danneggiato l’immagine, grazie allo scarso supporto ottenuto dai repubblicani di Sliwa e alle sue connessioni politiche. Perfino il presidente Trump aveva sostenuto il candidato indipendente, ma neanche ciò è bastato a fermare il “fenomeno Mamdani”, complice l’uso di una campagna incentrata solamente sullo screditare l’avversario, fomentando la paura del radicalismo rosso, senza riuscire a ripulire la propria immagine di politico corrotto e incapace. 


Trump ricatta, Mamdani non indietreggia, e l’America trattiene il fiato…


Già prima del giorno fatidico delle elezioni, Trump aveva dichiarato il suo supporto al candidato Andrew Cuomo, invitando Sliwa a ritirarsi e favorire l’ex governatore, l’unico che poteva offrire una valida alternativa. Oggi il tycoon è tornato alla carica minacciando di tagliare i fondi federali per la città di New York il netto Mamdani però ha aspramente ribattuto che “New York sarà la luce in una America buia” e che “così si può sconfiggere Trump” 

 Il duello tra i due non è solo una diatriba politica, è uno scontro tra mondi. Da una parte il populismo sovranista di Donald Trump e dall’altra un nuovo socialismo democratico, che si offre come nuova direzione del partito democratico, nonostante i dubbi della "vecchia guardia". Solo il tempo ci dirà se l’effetto Mamdani rimarrà un’oasi nella East Coast, o se il partito democratico deciderà di adottare il suo modello per lottare contro un sempre più populista partito repubblicano. Ma oggi, quello che è certo, è che New York ha fatto la sua scelta, e ora i fari degli USA sono puntati su Mamdani




Per approfondire l'aspetto economico andate a leggere l'articolo scritto da Davide Pompilio; ecco il link:

https://latlante.blogspot.com/2025/11/effeti-economici-dellelezione-di-mamdani.html


A cura di Lorenzo De Frenzi 



Commenti

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Iran: Il Dio delle Armi

The Big Beautiful Bill: Democrazia senza opposizione