Hallissey: se l'UE continua a fare la codarda è destinata a morire

Classe 2003, bolognese, da sempre appassionato alla politica. Dall'8 Dicembre 2024 è presidente dei Radicali Italiani e dal 9 Febbraio 2025 è presidente di +Europa. Oggi L'Atlante intervista Matteo Hallissey. 

"Partiamo dall'inizio: Cosa ti ha appassionato alla politica? 

"Ho iniziato nella citta in cui sono cresciuto, Bologna: La mia prima battaglia fu quella sul fine vita, in un momento in cui si raccoglievano le firme per cercare di arrivare a un referendum. A questa iniziativa aderirono i Radicali e +Europa insieme ad altre realtà. Questa raccolta firme è stata fondamentale per provare ad arrivare a un cambio importante nel nostro paese, ahinoi venne bloccata dalla corte costituzionale, dichiarandola inammissibile. Questo fu il primo momento in cui mi avvicinai concretamente alla politica. 



"Avvicinandoci
 al piano politico italiano ed europeo, qual è lo stato dei diritti civili e sociali in Italia?

"In Italia in quanto a diritti personali siamo indietro rispetto ad altri paesi sia per quanto riguarda la questione LGBT, il consumo di sostanze e il fine vita, quindi i diritti della persona, il 'diritto alla morte', ma anche su situazioni come quelle dei carceri italiani che è assolutamente indecorosa: troppi detenuti, un codice penale che aumenta sempre di più di reato in reato quando dobbiamo focalizzarci, invece, sulla rieducazione dei detenuti che hanno bisogno di un periodo in cui siano ristretti, senza la possibilità di muoversi, senza incarcerare anche loro che hanno commesso piccoli reati. È un sistema giudiziario che si basa sul punire i problemi invece di prevenirli"

"Passando invece alla politica estera vediamo un'Europa molto divisa che fatica a prendere decisioni comuni su diversi temi, dal riarmo alla partnership con gli USA al conflitto in Ucraina. Abbiamo bisogno di una maggiore cooperazione europea o di un'Europa più federalizzata?

"Abbiamo bisogno di un'Europa federale e che metta delle competenze in più. Un'Europa che spinga, a partire dai volenterosi, ad andare avanti e che cerchi di ottenere una collaborazione interna rafforzata, dove quelli che vogliono andare avanti possono in vari ambiti, come la politica estera e la difesa comune. Così si può riuscire a metterci alla pari delle altre potenze, perché se si rimane divisi non contiamo nulla"

"Rimanendo sempre in Europa, un tema molto divisivo è quello del conflitto Russo-Ucraino: al parlamento Europeo abbiamo visto nei giorni scorsi, parlando dell'invio di armi all'Ucraina, di come Lega e M5S abbiano votato contro e PD e FDI abbiano votato a favore. Abbiamo visto che ti sei da subito schierato con il popolo ucraino. Vuoi spiegarci il motivo del tuo impegno?

Ancor prima del 24 Febbraio 2022 mi ero schierato a favore del popolo ucraino, promuovendo raccolte  e manifestazioni. Mi è sembrato scontato prendere una posizione così netta perché abbiamo di fronte una sfida che non riguarda soltanto la resistenza - e l'esistenza - dell'Ucraina, che dovrebbe essere fondamentale per chiunque crede del diritto internazionale, ma abbiamo a che fare con l'esistenza dell'Europa intera. Il tentativo di invasione Russo è soltanto il primo step di un progetto molto più grande: arrivare a mettere a rischio l'intera Unione Europea. 

"Di fronte alle varie sfide che l'Europa deve affrontare o dovrà affrontare, che futuro prevede lei per l'UE e per i suoi stati?"

"Se continua a fare la codarda e a non avere la forza di fare un salto di qualità su questi temi, è destinata a morire, così come i vari paesi europei; se invece riesce a cooperare, allora avrà la possibilità di essere la prima potenza mondiale a rispettare i diritti umani, il diritto internazionale, la libertà personale. A quel punto saremo al passo di paesi che hanno già raggiunto questi livelli. Ma per ora siamo indietro" 

"Spostandoci dall'Europa in America, come vede l'attacco degli USA contro il Venezuela? Lo ritiene frutto di pretese legittime o una netta violazione del diritto internazionale?"

"Io penso che indubbiamente Maduro non sia un personaggio affidabile e che sia un dittatore che ha preso il suo potere sulle spalle del popolo, ma per quanto questo sia vero l' intervento degli USA non ha portato la libertà ai venezuelani ma alla proseguimento dello stesso regime, con gli stessi metodi e figure che però convengono all'America, alla sua economia, quindi le riserve di petrolio, ma fanno anche molto comodo a Trump per aumentare il suo prestigio. Quindi possiamo dire che oggi il popolo venezuelano non è ancora libero."

"Il Venezuela non è l' unica ambizione di Trump: ha già deciso di attaccare anche la Groenlandia, paese strettamente europeo. Il dubbio è questo: la Groenlandia è seriamente in pericolo o è solo un tentativo di Trump per mettere pressione su noi europei?"

"Con un presidente americano come Trump non possiamo essere sicuri. Il fatto è che la situazione è grave: la Groenlandia e la Danimarca sono nella NATO. Ci sono molte paure su un' attacco della Groenlandia da parte di forze 'nemiche' come Russia o Cina, ma attaccare a nostra volta non è la soluzione. Si dovrebbe invece puntare su una collaborazione tra Europa e America per garantire la massima sicurezza alla Groenlandia. Dobbiamo farci sentire in quanto europei per trovare una soluzione, senza però la vergognosa messa di tariffe su chi protesta. Anche qui l' Italia si deve fare sentire di più." 

"Poco tempo fa lei è stato soggetto della cronaca a causa di alcuni eventi avvenuti durante lo sciopero dei tassisti a Roma, in cui questi ultimi avrebbero reagito in modo non pacifico alla sua provocazione. Ci vuol spiegare meglio cosa è successo?"

"Noi abbiamo sentito il bisogno di essere presenti poiché questa manifestazione non era la prima. Il fatto è che qui si parla di una categoria che crea solo disagi e si chiude al mercato, con risposte violente alle nostre idee."

In un'epoca in cui la politica sembra lontana dai giovani, Matteo è una figura che si impegna ad accorciare questa distanza. Una determinazione che porta avanti idee e battaglie che devono ancora trovare un campo fertile per crescere. Prima di concludere però, una domanda per i nostri lettori: dove credi o speri che ti rivedremo tra qualche anno?

"Spero di ritrovarci sempre qui, sulla vostra piattaforma, tra qualche anno cresciuta e con ancora più iniziative. Per quanto riguarda ciò che faccio io naturalmente continueremo a combattere qualsiasi corporazione italiana per quanto riguarda gli aspetti economici, non soltanto tassisti e balneari che sono la spia di un problema più grande. Parlare molto di più di lavoro e dei giovani nel mondo del lavoro, del sistema educativo bloccato a decenni fa, e naturalmente continuare a parlare di diritti civili e individuali che nel nostro paese sono sempre più compressi. Provare a raccontare una idea di paese diversa da quella dell'attuale governo ma anche di una parte della sinistra estrema, per offrire una alternativa credibile. 


Intervista a cura di: 

Stefano Pelliccia e Lorenzo De Frenzi 


Trascrizione a cura di:


Stefano Pelliccia, Lorenzo De Frenzi e Daniele Baldacchini

Commenti

  1. Bravi a tutta la redazione. Un punto di vista giovane su questioni che riguardano la vita di tutti noi cittadini.

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  2. Fa immensamente piacere che una persona giovane sia impegnata e interessata a questi argomenti che riguardano la vita di tutti noi. Complimenti per questa intervista .

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