Attacchi USA sul Venezuela: Maduro catturato. Cosa sta succedendo?

 Attacchi USA sul Venezuela: Maduro catturato. Cosa sta succedendo?



Alle 02.00 (ora locale), i venezuelani sono stati svegliati dal suono di violente esplosioni nella capitale, Caracas. Mentre le sirene davano l’allarme, e la confusione dilagava nella città, numerosi aerei hanno sorvolato i cieli venezuelani a bassa quota. Non c’è voluto molto per capire che quello che stava avvenendo era un attacco organizzato. 

La conferma è arrivata questa mattina, quando il presidente americano Trump ha confermato la paternità dell’operazione tramite il suo social “Truth”, annunciando inoltre la cattura del presidente Venezuelano Nicolás Maduro. Ora il leader del Venezuela, in carica dal 2013, sembra trovarsi a New York, dove è stato incriminato con accuse di “Narcotraffico” e “Possesso di armi di distruzione contro gli Stati Uniti”

Ma cosa sta succedendo? Perché? Come siamo arrivati a questo? Cosa succederà in Venezuela? Le notizie sono ancora confuse, ma l’Atlante cerca oggi di fare chiarezza. 




Il braccio di ferro e l’escalation: i rapporti Usa-Venezuela

L’attacco di stanotte è solo l’ultimo tassello di un lungo domino, una escalation durata mesi. 

La marina e l'aviazione americana hanno infatti condotto numerose operazioni nelle acque territoriali venezuelane, colpendo imbarcazioni sospettate di trasportare droga, bombardandole e causando decine di morti. 

Questi attacchi si sono presto estesi ai Caraibi e al Pacifico: finora sono state uccise 110 persone.

Successivamente, le forze statunitensi hanno confiscato due petroliere, con una terza che sta venendo tuttora inseguita.

A Natale, Trump ha fatto riferimento ad un primo attacco via terra di cui si sa ancora pochissimo, ma che numerosi testimoni sembrano collocare a Zulia, uno stato ricco di petrolio.

Infine, la scelta della leader dell’opposizione venezuelana, María Corina Machado, come premio Nobel per la Pace, mostra la grande pressione diplomatica a cui è stata sottoposta Caracas. 

Ma le tese relazioni tra Washington e Caracas hanno radici molto più profonde.

Nicolas Maduro è presidente del Venezuela dal 2013, considerato da molti un dittatore, incline a brogli elettorali, censura, repressione del dissenso e dell’opposizione. Il suo regime è sempre stato osteggiato dalla Casa Bianca, per la sua narrazione anti-americana, per la sua vicinanza a Mosca e Pechino, e per il continuo supporto degli USA all’opposizione interna, matrice di numerosi golpe, tutti fallimentari. Gli Usa sono stati i principali autori di un embargo economico che, tuttora, isola lo stato sudamericano, aggravando le condizioni di estrema povertà della popolazione e la dirompente inflazione. Per rispondere al blocco americano, Maduro ha allacciato stretti contatti con la Russia e la Cina, un atto che va in netto contrasto con la politica, interventista e per alcuni neo-colonialista, degli USA nel Sud America, un territorio che considerano “il proprio giardino di casa”. 





L’Importanza del Venezuela: tra petrolio e narcotraffico. 

Sul presidente Maduro, ora trasferito dalle forze speciali americane a New York, incombe una taglia da 25 milioni di dollari per narcotraffico, imposta dagli USA. La giustificazione addotta da questi ultimi per le operazioni compiute, infatti, è di una più vasta lotta al traffico di droga internazionale. Secondo la versione proposta dal presidente Trump, infatti, Maduro è a capo di un cartello della droga responsabile del trasporto e della vendita di sostanze in America e negli Usa. Sono stati così giustificati sia i bombardamenti su Caracas sia quelli sulle imbarcazioni venezuelane nei mesi precedenti. 

La realtà, però, è molto più complessa.

I sondaggi mostrano un Trump con un indice di gradimento sempre minore, e la sua amministrazione sta attraversando mesi difficili, segnati dal controverso ed incompleto rilascio degli “Epstein Files”, l’aumento del costo della vita e le mancate promesse elettorali. Ad oggi, il Venezuela è anche il paese con i giacimenti di petrolio più grandi del pianeta, petrolio ad oggi posseduto in larga parte dal governo di Caracas, e dal quale deriva molto del potere politico e della ricchezza economica di Maduro. Non a caso, uno dei principali cavalli di battaglia dell’opposizione finanziata da Washington, i quali interessi economici convergono non casualmente con quelli della Casa Bianca, è la liberalizzazione delle compagnie petrolifere, (nonostante la storia mostri come queste liberalizzazioni forzate non abbiano mai migliorato le condizioni di vita della popolazione, uno degli obiettivi rivendicati dalla Machado, ).  Maduro ha inoltre portato avanti politiche di progressivo avvicinamento a Russia e Cina, mettendo a rischio gli interessi degli USA. Forse è proprio questa la lettura più interessante. In un mondo progressivamente più multipolare, dove attori geopolitici come gli Usa ricorrono sempre di più all’uso della forza come strumento di affermazione, il Venezuela serve da monito, una dimostrazione di forza e di vigore: Gli Stati Uniti vogliono definire le loro sfere di influenza “intoccabili”, mentre continuano i negoziati con la Russia a Miami. Attori come la Russia, la Cina e gli USA non hanno interesse in confronti diretti, ma in una “spartizione” delle proprie sfere di potere, la creazione di uno “spazio vitale”. La Cina nel sud-est asiatico e a Taiwan, la Russia in Ucraina, e gli Usa in occidente. 




E mentre il popolo venezuelano si trova in balia di attori che ne vogliono dettare il presente, conteso tra un dittatore e una opposizione che sembra fare più gli interessi degli USA che del popolo stesso, il futuro sembra sempre più incerto. Fondamentale sarà infatti la risposta dell’esercito, del partito di Maduro, e ancora di più dei venezuelani, che già una volta hanno fermato un golpe contro il loro presidente. Gli scenari prossimi sono chiaramente ancora incerti, in continua evoluzione e imprevedibili. 


“Non sempre ciò che viene dopo è progresso.”

Alessandro Manzoni 


A cura di Lorenzo De Frenzi 


Commenti

  1. Analisi senz'altro condivisibile

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    1. Bene la cronaca degli avvenimenti descritti con serenità di giudizio

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  2. Convincente esposizione dei fatti. Che introduce un detto latino ",,azione ad usum delfini"niente di nuovo cio' lo fa Putin e Xi

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  3. Gli USA stanno facendo anche un gioco di sponda. In questo modo colpiscono gli interessi della Cina e della Russia in Venezuela.

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