Approvato l'accordo Mercosur dopo 26 anni.
Trattori contro Von der Leyen: Salvate l'agricoltura europea!
Le proteste degli agricoltori a Bruxelles del dicembre 2025 rappresentarono un grido di allarme che l'Unione Europea non poteva ignorare: un settore agroalimentare schiacciato da politiche miopi, capaci di minare le basi stesse dell'economia continentale. Migliaia di trattori bloccarono le strade del quartiere europeo, con scontri violenti e un ferito grave, mentre Coldiretti e Confagricoltura denunciavano tagli alla PAC e l'incubo Mercosur. Quelle manifestazioni non erano solo rabbia: erano un monito su sicurezza alimentare, occupazione rurale e intere filiere a rischio.
Errori fatali nella nuova PAC
La proposta di riforma della Politica Agricola Comune post-2027 prevede tagli del 20-25% ai fondi, diluendoli in un "Fondo Unico" che per l'Italia significherebbe una perdita secca di 9 miliardi di euro. Questo non è un mero aggiustamento contabile: peggiorerebbe la situazione, dove l'agroalimentare genera valore aggiunto per centinaia di miliardi, sostiene famiglie, comunità rurali e un indotto vastissimo, con un impatto sul PIL ben oltre il superficiale 2% spesso citato. La sicurezza alimentare dell'UE verrebbe compromessa, esponendo i cittadini a dipendenze esterne in un mondo instabile, tra guerre e crisi climatiche. Terra e Vita lo ha ribadito con chiarezza: serve una PAC "forte, comune e ben finanziata", non un ammanco ideologico.
Mercosur: competizione inevitabile, ma gestibile con una PAC forte
L'accordo con i paesi del Mercosur spalanca le porte a importazioni sudamericane di carne bovina, pollame, zucchero, uova e agrumi a basso costo, privi degli standard qualitativi europei su benessere animale, pesticidi e tracciabilità. Causa un ulteriore crollo dei prezzi alla produzione per agricoltori già alle corde, in un settore che Coldiretti definisce "strategico" per l'autonomia europea. Eppure, come accordo economico, Mercosur resta un'intesa geopolitica preziosa: amplia mercati per manifattura, chimica e macchinari europei (91% delle tariffe eliminate in 15 anni), riducendo dipendenze da Cina e dazi USA, con scambi potenziali per 111 miliardi di euro annui. La competizione per l'agricoltura è dura, ma potrebbe essere assorbita – e persino digerita – se la PAC non fosse tagliata, bensì rafforzata con aiuti mirati per mantenere sostenibile il lavoro di produttori e famiglie.
Doppi standard UE: Ucraina vs. contadini europei
Mentre la Commissione Von der Leyen elargisce 90 miliardi in prestiti all'Ucraina senza garanzie reali – soldi destinati a una guerra infinita da cui non torneranno integralmente – toglie senza scrupoli 80 miliardi alla PAC, cruciali per imprese familiari che producono cibo quotidiano. Questo doppio binario è inaccettabile: l'agricoltura non è un costo comprimibile, ma un pilastro con ricadute sul PIL, sull'occupazione rurale e sulla resilienza UE superiori al 2%. Investire Mag e Confagricoltura lo urlano: "L'agricoltura è un asset strategico", non un capitolo da sacrificare per priorità geopolitiche.
Aggiornamento al 10 gennaio 2026: Mercosur approvato, ma la battaglia continua
Il 9 gennaio 2026, a maggioranza qualificata (15 Stati, oltre il 65% della popolazione UE), gli ambasciatori hanno dato via libera all'accordo Ue-Mercosur: Francia, Ungheria, Irlanda, Polonia e Austria contro, Belgio astenuto, Italia favorevole – un sì dopo i tentennamenti di dicembre. Firma prevista il 17 gennaio in Paraguay, poi il vaglio del Parlamento europeo (probabile ad aprile-maggio). Approvate anche salvaguardie: Bruxelles interverrà se importazioni sensibili +5% e prezzi -5% in tre anni (soglia calata dall'8% al 5% su richiesta italiana), con focus su carne, pollame, uova e zucchero. Von der Leyen esulta per un "accordo storico", Confindustria vede opportunità di mercati, ma agricoltori protestano: ieri blocchi in Francia, oggi decine di trattori a Milano davanti al Consiglio lombardo. Francia minaccia battaglia in Parlamento, ambientalisti gridano al "distruttivo per il clima".
Priorità PAC, non solo Mercosur: il vero nodo da sciogliere
Le proteste – da Bruxelles a Milano – dovrebbero spostare il mirino sulle modifiche alla PAC più che demonizzare Mercosur tout court. L'accordo latinoamericano è inevitabile e vantaggioso per l'economia complessiva, ma implica competizione feroce per un settore già in crisi: calo prezzi alla produzione, standard alti svenduti. Potrebbe passare se la PAC crescesse, non calasse di miliardi cruciali, offrendo aiuti stabili per sostenibilità e reddito. Invece, tagli e fondo unico la rendono equa solo sulla carta. Agricoltori, spingete lì: una PAC potenziata salverebbe famiglie, indotto e sicurezza alimentare, rendendo Mercosur un'opportunità condivisa anziché una mazzata.



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