Pier Paolo Pasolini, grande provocatore anticonformista

 PIER PAOLO PASOLINI, GRANDE PROVOCATORE ANTICONFORMISTA

Oggi, 2 novembre 2025, sono  cinquant'anni dalla scomparsa di uno dei più grandi poeti, drammaturghi, scrittori, registi, uno dei più noti artisti poliedrici del novecento in Italia.

Bolognese di nascita (1922), la sua infanzia è caratterizzata da un ambiente familiare colto. Intraprende gli studi universitari a Bologna e dopodiché si dedica all'attività narrativa nel secondo dopoguerra, portando avanti le prime battaglie contro la marginalità e l'oppressione sociale. 


Le sue opere letterarie più celebri sono "Ragazzi di vita "(1955), "Una vita violenta" (1959), due opere in cui Pasolini descrive e solleva una critica al degradato contesto urbano che dovevano affrontare gruppi  di giovani all'epoca. Per quanto riguarda la poetica ricordiamo "Il sogno di una rosa", raccolta di poesie d'amore.


Ci ha donato perle anche con la cinematografia, fu regista e sceneggiatore di film come "Salò o le grandi giornate di Sodoma" (1961), in cui solleva la tanto discussa tematica dello sfruttamento.


Pasolini fu un accanito sostenitore dei diritti civili e di ogni tipo di libertà. Denunciò ingiustizie sociali, stereotipi, soprusi. Totalmente avverso alla societá consumistica e all'oppressione delle classi sociali più deboli.

La vita di questo grande uomo però, terminò prematuramente. Pasolini morí il 2 novembre 1975, fu ucciso ad Ostia Lido. Il suo corpo fu ritrovato in un'area malmessa della città. 


Pier Paolo Pasolini è stato un uomo che ha perso la vita per ciò che rappresentava. Non si sanno precisamente i moventi dell'omicidio ma hanno avanzato ipotesi molto plausibili. Era odiato perchè incarnava la diversità, l'essere fuori dagli schemi, il cambiamento. In più risultava un personaggio scomodo. Nel romanzo  "petrolio" aveva fatto trapelare delle importanti rivelazioni sul caso Mattei e degli intrighi all'ENI. 

È aperta anche l'ipotesi di un possibile coinvolgimento della banda della Magliana nel delitto, in questo caso l'omicidio sarebbe di natura politica, dato che è stato spesso associato a ideologie di stampo Marxista. O anche un omicidio dovuto al suo essere omosessuale.  Per quanto riguarda l'ipotesi dell'aggressione, si sospetta il coinvolgimento di più persone e di una dinamica di omicidio consumata in una zona isolata e deserta.


La versione ufficiale però, riguarda la confessione del principale accusato, poi condannato, Pino Pelosi, che ha inizialmente dichiarato, poi smentito, di averlo ucciso per vendetta personale, poiché, a sua detta, Pasolini avrebbe rifiutato di avere un rapporto sessuale con lui dopo cena a Ostia Lido.


Questa vicenda continua a sollevare dubbi e teorie di complotto anche oggi, una vicenda oscura e mai del tutto chiarita. Pasolini fu tanto oggetto di critiche e contestazioni da parte di molti odiatori in vita e poi celebrato da morto.

Ma di lui resta un il ricordo di un grande uomo che ha lottato, fatto di tutto pur di cambiare questo paese in meglio, renderlo più inclusivo e giusto nei confronti di tutti. E lo ha fatto scegliendo il dialogo e la cultura, al posto della violenza e l'ignoranza che ha ricevuto.

Articolo scritto da Ruben Calore





 



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