L'attentato alla libera informazione
Dal 2016 Sigfrido Ranucci, noto volto del giornalismo Italiano, ha condotto inchieste di rilevanza nazionale e internazionale su argomenti chiave: i volti nascosti delle banche, la corruzione nella pubblica amministrazione, traffico illecito di rifiuti tossici.
Le sue indagini hanno sempre fatto molto rumore, ma questa volta a farlo non sono state le rivelazioni di Report: il boato è arrivato da una bomba carta gigante, con quasi 1kg di polvere pirica che ha distrutto le automobili del conduttore e della figlia.
I dettagli
Giovedì 16 ottobre, ore 22:00. Ranucci stava rientrando nella sua abitazione di Campo Ascolano, frazione di Pomezia. Alle 22:17 scoppierà 1 kg di polvere Pirica che distruggerà la macchina del giornalista e danneggerà quella della figlia rientrata pochi minuti dopo il padre.
"I vetri hanno tremato: il rumore era quello dei bomboloni da stadio"
Descrive così il boato Lorenzo, vicino di casa di Ranucci.
Sta indagando al caso la Procura di Roma insieme alla Digos, cercando di smascherare i colpevoli di questo terribile attentato alla democrazia e alla libertà di espressione.
Rumore
Le inchieste di Ranucci hanno sempre fatto rumore perché mettevano a nudo il potere in ogni sua forma e sfumatura. Quel rumore nasce dal coraggio di porre domande scomode e di smontare quelle comode. E Report ci riusciva - e ci riesce - perfettamente. Per anni il rumore è stato il suono che alimentava la libertà di espressione e che ci dimostrava che la democrazia era viva, proprio perché dava la possibilità alla stampa di indagare, di dubitare, di raccontare.
Tuttavia quando il rumore della libera informazione non è scatenato dalle parole ma da una bomba carta, allora possiamo affermare che la democrazia è in pericolo, ed il boato che hanno descritto i vicini del giornalista non voleva colpire un luogo fisico, ma un principio: quello secondo cui nessuno dovrebbe avere paura di cercare la verità. In fondo è questo l'obiettivo di chi colpisce un giornalista: non distruggere un muro, ma seminare silenzio e paura.
Quindi si, possiamo affermare che la bomba ha fatto rumore, ma quello sbagliato. Quello giusto ci sarà quando le telecamere torneranno a raccontare e le domande torneranno a ferire.
Perché si può distruggere una macchina, ma non un'idea. E se qualcuno voleva il silenzio dovrà rassegnarsi: la verità fa più rumore di qualsiasi esplosivo.
A cura di Stefano Pelliccia

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