IL SENTIERO NEI NIDI DI RAGNO
"Gli altri non erano come lui, non volevano esserlo. Come quel ragazzino, che vagava per i carrugi oggetti di un'epopea di eventi storici"
Il sentiero nei nidi di ragno è il primo romanzo scritto da Italo Calvino (Cuba, 1923, Siena 1985, giornalista e scrittore che fu anche un partigiano impegnato nella resistenza) all'etá di 18 anni e che venne pubblicato circa sette anni dopo la prima stesura.
Ci troviamo nell'epoca dell'occupazione tedesca in Italia. Il protagonista del romanzo, Pin, è un bambino che trascorre le proprie giornate in mezzo agli adulti del paese, dato che viene emarginato dai bambini della sua etá per via del suo carattere turbolento e eccessivamente vivace. È un bambino anche molto rozzo, solito rispondere male alle persone anziane. Vive in un sudicio appartamento con la sorella, che si guadagna da vivere prostituendosi. Pin ogni pomeriggio si reca all'osteria del paese per ascoltare i discorsi degli adulti ubriachi.
Un giorno, in osteria, viene proposto a Pin di rubare la pistola ad un marinaio tedesco presente in paese, di cui nessuno si fida. Pin, poco abituato a stare al centro dell'attenzione, preso dall'entusiasmo, ruba in piena notte la pistola dalla cintura del marinaio, trovata nella camera da letto della sorella (essendo lui un suo cliente), e la porta il giorno dopo al bar. Nessuno degli adulti da retta a Pin, cosí lui, deluso, nasconde la pistola in un nido di rango di un boschetto abbandonato attorno alla città. Tornando a casa viene fermato e catturato dai tedeschi. Una volta portato in caserma viene picchiato. Conosce un giovane comunista, anche lui arrestato, Lupo Rosso, con il quale scappa dalla caserma qualche giorno dopo e gli fa da compagno di avventure. Molto presto però i due si dividono, e Pin, s'imbatte in Cugino, un partigiano dal cuore buono che intenerito dalla solitudine del bambino lo porta con se sulle montagne, dove è accampata una banda di partigiani.
Qui conosce tutti gli altri partigiani, passa le giornate aiutandoli a cercare la legna, cucinando e mangiando insieme a loro. Una sera il nascondiglio prende fuoco e tutti i partigiani si trasferiscono in una capanna. Subito dopo avviene lo scontro tra tedeschi e partigiani, Pin riesce a salvarsi. Terminato lo scontro armato, Pin litiga con tutti gli altri e torna verso la strada di casa per recuperare la pistola nascosta, la riprende e cerca di scappare il più lontano possibile. Durante la fuga però, incontra di nuovo Cugino, il suo primo amico partigiano. I due parlano tra di loro e, legati da una forte amicizia, decidono di andare via e costruirsi un futuro insieme altrove.
Questo romanzo ci offre uno sguardo inedito della resistenza, quindi dal punto di vista storico e culturale del nostro paese. Un libro che dipinge perfettamente il clima che si respirava in quell'epoca durante la fine della seconda guerra mondiale al nord Italia. Evidenzia anche temi come la crudezza di quel periodo che ci ricorda tutte le ingiustizie legate alla guerra; la miseria, la violenza, la fame e l'abbandono dei bambini. Ma sono anche messi in risalto temi come la fedeltà, l'amicizia, la forza d'animo e la continua capacità di adattarsi e di fare forza comune, anche nei momenti più bui, per potersi salvare. Io ho trovato il romanzo profondo, illuminante e commovente.
A cura di Ruben Calore
Vien voglia di rileggerlo, leggo sempre con piacere gli articoli sulla letteratura
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