Documento Programmatico di Bilancio 2026

 

Documento Programmatico di Bilancio 2026



Introduzione 

Documento Programmatico di Bilancio (DPB) per il 2026, trasmesso dal Governo alla Commissione Europea come da regolamento entro il 15 ottobre. 

La manovra finanziaria, dal valore complessivo di 18 miliardi di euro, si configura come una scommessa sulla resilienza dei consumi interni quale motore primario della crescita, in un contesto macroeconomico ancora incerto. L'obiettivo dichiarato dell'esecutivo è rinvigorire la domanda interna e sostenere il potere d'acquisto delle famiglie, con un'attenzione prioritaria al ceto medio, operando in un delicato equilibrio tra stimolo economico e rispetto dei vincoli di finanza pubblica legati soprattutto al debito pubblico.

La struttura della manovra si articola su diversi pilastri, ciascuno con una dotazione finanziaria specifica, come riassunto nella tabella seguente.

Area di Intervento

Valore Finanziario Stimato

Riduzione aliquote IRPEF

Oltre 8 miliardi di euro (nel 2026)

Sostegno a imprese e innovazione

Circa 7 miliardi di euro (nel triennio)

Misure per salari e lavoro

Circa 2 miliardi di euro (nel 2026)

Politiche per famiglia e welfare

Circa 1,6 miliardi di euro

Finanziamento aggiuntivo Sanità

2,4 miliardi di euro (nel 2026)

Interventi su pensioni (stanziamento 2026)

450 milioni di euro

Questa architettura finanziaria riflette le priorità del governo, con una netta prevalenza degli interventi fiscali destinati a famiglie e lavoratori. Analizziamoli nello specifico. 

1. Interventi Fiscali e Salariali a Sostegno di Famiglie e Lavoratori



Il nucleo della manovra è un intervento massiccio sul reddito disponibile, che aggredisce il problema del potere d'acquisto su tre fronti complementari: la riduzione del prelievo fiscale (IRPEF), il sostegno mirato ai nuclei familiari (ISEE, bonus) e l'incentivazione degli adeguamenti salariali. Questa scelta  mira a stimolare i consumi, componente fondamentale della domanda interna, e ad adeguare le retribuzioni all'aumento del costo della vita.

La Riforma dell'IRPEF

La misura più significativa in termini di impatto finanziario è la revisione delle aliquote dell'Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF).

  • Modifica Principale: La manovra prevede la riduzione della seconda aliquota IRPEF, che scende dal 35% al 33%.
  • Platea dei Beneficiari: L'intervento è indirizzato specificamente al ceto medio, interessando la fascia di reddito compresa tra 28.000 e 50.000 euro lordi annui.
  • Impatto Finanziario: Il costo della misura è stimato in oltre 8 miliardi di euro per il solo 2026, pari allo 0,12% del PIL. L'impegno complessivo sul triennio raggiunge circa 9 miliardi di euro.
  • Beneficio per Contribuente: Il vantaggio fiscale massimo per singolo contribuente è quantificato in 440 euro all'anno.

Le Politiche per la Famiglia

Un secondo pilastro di interventi è dedicato al sostegno diretto dei nuclei familiari, attraverso un potenziamento degli strumenti di welfare esistenti.

  • Revisione dell'ISEE: La disciplina per il calcolo dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente viene modificata su due fronti:
    1. Si esclude dal calcolo il valore della prima casa fino a una soglia che, secondo le indicazioni, potrebbe attestarsi tra 75.000 e 92.000 euro.
    2. Vengono introdotte maggiorazioni delle scale di equivalenza per i nuclei familiari con due o più figli. L'impatto complessivo di questa revisione è stimato in quasi 500 milioni di euro all'anno.
  • Bonus Lavoratrici Madri: Viene potenziato il bonus per le madri con almeno due figli e un reddito annuo inferiore a 40.000 euro. L'importo mensile dell'agevolazione potrebbe aumentare da 40 a 60 euro.
  • "Carta dedicata a te": La social card destinata all'acquisto di beni alimentari di prima necessità per le famiglie in difficoltà viene rifinanziata per il biennio 2026-2027.
  • Caregiver Familiare: Sono stati stanziati fondi per il completamento della riforma del ruolo di cura e assistenza svolto dai caregiver familiari.

Misure di Adeguamento Salariale

Per favorire l'adeguamento delle retribuzioni al costo della vita, la manovra stanzia circa 2 miliardi di euro per il 2026, con interventi differenziati tra settore pubblico e privato.

  • Settore Privato: Si prevedono interventi fiscali mirati per i lavoratori dipendenti, focalizzati su rinnovi contrattuali e premi di risultato. Per questi ultimi viene confermata l'aliquota agevolata (tassa piatta) al 10%.
  • Settore Pubblico: Per i dipendenti pubblici è prevista una misura di agevolazione fiscale che si concentrerà sul trattamento accessorio, ovvero la parte della retribuzione che si aggiunge allo stipendio tabellare.

Accanto a queste misure di stimolo alla domanda, la manovra interviene sul lato dell'offerta con un pacchetto di incentivi volti a rivitalizzare gli investimenti privati, un capitolo cruciale per la crescita strutturale del paese.

2. Sostegno al Sistema Produttivo e agli Investimenti



La manovra finanziaria mira a incentivare gli investimenti privati e a sostenere l'innovazione tecnologica delle imprese. Questo approccio si scontra, tuttavia, con le preoccupazioni espresse da Confindustria, che lamenta l'assenza di una strategia esplicita e di una visione organica per la "crescita" del sistema industriale nazionale.

Principali Misure Fiscali per le Imprese

Il governo ha scelto di puntare su strumenti di agevolazione fiscale già noti al tessuto imprenditoriale.

  • Superammortamento: Viene reintrodotta la maggiorazione del costo di acquisizione dei beni materiali ai fini dell'ammortamento, per un valore complessivo di 4 miliardi di euro.
  • Credito d'imposta ZES e ZLS: È confermato per il triennio il credito d'imposta per le imprese situate nelle Zone Economiche Speciali (ZES) e viene rifinanziato, con 100 milioni nel triennio 2026-2028, quello per le Zone Logistiche Semplificate (ZLS).
  • Nuova Sabatini: La misura a sostegno degli investimenti in beni strumentali viene rifinanziata.
  • Proroga Stop a Plastic e Sugar Tax: Le due imposte vengono congelate per l'intero anno 2026, rinviandone l'entrata in vigore.

L'impatto complessivo di queste misure sul PIL, secondo le stime del Dpb, è dello 0,13% nel 2026, dello 0,10% nel 2027 e dello 0,08% nel 2028, per un totale di poco più di 7 miliardi di euro nel triennio.

Interventi sui Bonus Edilizi

Il capitolo dei bonus edilizi viene razionalizzato, confermando le agevolazioni ordinarie e sancendo la fine delle esperienze dei "maxi sconti". Vengono inoltre introdotte nuove soglie di detraibilità per i redditi più elevati (superiori a 75.000 e 100.000 euro) a partire dalle spese sostenute nel 2025.

Tipologia Bonus

Stato nel 2026

Bonus Ristrutturazioni 50% (Abitazione Principale)

Confermato

Bonus Ristrutturazioni 36% (Altri Immobili)

Confermato

Bonus Mobili

Confermato al 50% con tetto a 5.000 euro

Ecobonus

Confermato

Superbonus

Non rinnovato (fine dell'agevolazione)

Bonus Barriere Architettoniche 75%

Non rinnovato, salvo ripensamenti

Questi interventi si affiancano a importanti stanziamenti per i grandi settori di spesa pubblica come sanità e pensioni, che rappresentano un altro asse portante della manovra.

3. Stanziamenti per i Settori Chiave della Spesa Pubblica

La legge di bilancio interviene con risorse significative su settori fondamentali per il welfare dei cittadini e per gli impegni strategici dello Stato a livello nazionale e internazionale.

Finanziamenti per la Sanità

Il Servizio Sanitario Nazionale riceve un'importante iniezione di risorse. Ai rifinanziamenti già programmati (oltre 5 miliardi per il 2026) si aggiungono:

  • 2,4 miliardi di euro per il 2026
  • 2,65 miliardi di euro per il biennio 2027-2028

Interventi sul Sistema Pensionistico

Il governo interviene sull'adeguamento dei requisiti pensionistici all'aspettativa di vita, con uno stanziamento di 450 milioni nel 2026 e 3 miliardi nell'arco del triennio. Le ipotesi allo studio sono due:

  1. Un congelamento selettivo dell'innalzamento dei requisiti, escludendo categorie come i lavori usuranti e i lavoratori precoci.
  2. Un innalzamento progressivo di un solo mese all'anno fino al 2029, più graduale rispetto ai meccanismi attuali.

La Strategia per la Spesa in Difesa



In linea con gli accordi internazionali, l'Italia conferma l'impegno ad aumentare la spesa per la difesa.

  • Ricorso allo strumento SAFE: L'Italia ha espresso l'interesse a utilizzare lo strumento europeo Security Action For Europe (SAFE) per un ammontare di circa 15 miliardi di euro.
  • Aumento della Spesa: L'obiettivo è incrementare la spesa per la difesa fino a un massimo dello 0,5% del PIL nel 2028.
  • Compatibilità con i Vincoli di Bilancio: Secondo le valutazioni del governo, tale aumento sarebbe compatibile con il mantenimento del rapporto deficit/PIL al di sotto della soglia del 3%. Il raggiungimento simultaneo di entrambi gli obiettivi rappresenta un significativo atto di equilibrio fiscale, la cui riuscita dipenderà da proiezioni di crescita ottimistiche e dalla piena realizzazione delle misure di copertura previste.

La sostenibilità di questi ingenti impegni di spesa si fonda su un'architettura di coperture finanziarie altrettanto strategica.

4. Le Coperture Finanziarie della Manovra

L'architettura delle coperture riflette le priorità politiche e i vincoli di bilancio, rivelando una strategia a tre pilastri: un prelievo mirato su un settore ad alta redditività (banche e assicurazioni), l'ottimizzazione di fondi europei per liberare risorse nazionali (PNRR), e un'inevitabile revisione della spesa corrente (spending review). Questa diversificazione mira a garantire la sostenibilità del pacchetto espansivo, ma la sua efficacia dipenderà dalla stabilità del gettito straordinario e dalla capacità di realizzare tagli senza compromettere i servizi essenziali.

Il Contributo Strutturale del Settore Finanziario e Assicurativo

La fonte di entrata più rilevante proviene da un contributo richiesto al settore bancario e assicurativo, che assume un carattere pluriennale.

  • Ammontare: La misura genererà un gettito di circa 4,4-4,5 miliardi di euro nel 2026, pari allo 0,19% del PIL.
  • Carattere Strutturale: Il contributo non è una tantum. La stessa percentuale sarà replicata nel 2027, per poi scendere allo 0,10% nel 2028.
  • Contributo Triennale: L'apporto complessivo nel triennio supererà gli 11 miliardi di euro. Questa impostazione ha ricevuto l'approvazione dell'Associazione Bancaria Italiana (Abi), favorevole a contributi poliennali concordati.

Altre Fonti di Finanziamento

Accanto al contributo del settore finanziario, la manovra si basa su altre importanti fonti di copertura.

  • Rimodulazione del PNRR: Questa operazione strategica libera circa 5 miliardi di euro. L'operazione consiste nel caricare sui fondi europei del PNRR alcuni interventi finora finanziati con risorse nazionali, liberando così margini di spesa nel bilancio dello Stato.
  • Tagli ai Ministeri (Spending Review): Verranno reperiti ulteriori 2 miliardi di euro attraverso un doppio intervento: un taglio lineare sulla spesa corrente e uno modulato sugli investimenti, basato sui ritardi accumulati nell'utilizzo degli stanziamenti.

A queste coperture si aggiunge il gettito atteso dalla cosiddetta "Pace Fiscale", una misura di rottamazione delle cartelle esattoriali relative all'anno 2023 che prevede un piano di rateizzazione in 108 rate (9 anni) e l'esclusione di chi non ha mai presentato la dichiarazione dei redditi.

5. Implicazioni Strategiche e Prospettive Future

La manovra finanziaria per il 2026 si delinea come un intervento la cui logica economica è chiaramente orientata a sostenere il ceto medio e i consumi interni, in un contesto gravato da un elevato costo del debito pubblico, quantificato dal Ministro dell'Economia in 80 miliardi di euro di interessi passivi. La strategia di fondo è una scommessa sulla crescita trainata dalla domanda, una scelta che presenta chiari punti di forza tattici ma anche potenziali criticità strategiche.

Punti di Forza e Criticità

La dialettica tra obiettivi di breve e lungo termine emerge dall'analisi dei punti di forza e delle incertezze della manovra.

Punti di Forza Strategici:

  • Forte Orientamento al Sostegno del Potere d'Acquisto: La centralità del taglio IRPEF conferisce alla manovra una direzione chiara e di impatto immediato sul reddito disponibile del ceto medio.
  • Coperture Pluriennali: Il carattere strutturale del contributo richiesto al settore finanziario fornisce una base di finanziamento relativamente stabile per il triennio, riducendo l'incertezza sulle coperture.
  • Utilizzo Strategico di Risorse Europee: La rimodulazione del PNRR per liberare fondi nazionali è un'operazione di ingegneria finanziaria che massimizza l'efficacia delle risorse disponibili.

Potenziali Criticità e Incertezze:

  • Il Dilemma della Crescita: La critica di Confindustria sulla mancanza di una "visione per la crescita" evidenzia il trade-off strategico della manovra. Il governo privilegia lo stimolo alla domanda rispetto a una politica industriale organica per il lato dell'offerta, una scelta che potrebbe non essere sufficiente a innescare una crescita strutturale.
  • Processo Decisionale in Evoluzione: La natura ancora "interlocutoria" di alcuni dettagli suggerisce un processo decisionale non ancora concluso, introducendo elementi di incertezza sull'assetto finale delle misure.
  • Equilibrio dei Conti Pubblici: Il bilanciamento tra l'aumento di spese significative (Difesa) e l'obiettivo di mantenere il deficit sotto il 3% per uscire dalla Procedura per Disavanzi Eccessivi rimane la sfida principale per la credibilità della finanza pubblica italiana.

Concludendo, la manovra del 2026 si presenta come un intervento tattico di ampio respiro, focalizzato sul sostegno al reddito nel breve termine. La sua sfida strategica sarà trasformare questo impulso alla domanda in un sentiero di crescita auto-sostenuta, un obiettivo che richiederà non solo l'efficace attuazione delle misure odierne, ma anche la definizione di quella visione industriale a lungo termine che, al momento, gli operatori economici lamentano essere assente. I dettagli finali del testo, attesi per il 17 ottobre, saranno decisivi per una valutazione completa della sua portata e sostenibilità.

a cura di Davide Pompilio

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