Trump elabora un piano per Gaza: il vertice a Miami per il "dopoguerra"


Di ritorno dagli Us Open- in cui è stato fischiato dall'intero stadio- il presidente Trump ha dichiarato ai giornalisti "di avere  al più presto un accordo su Gaza" e che "tutti gli ostaggi saranno liberati il prima possibile".

Successivamente a queste dichiarazioni, il leader Americano ha proposto sul suo social Truth un ultimatum ad Hamas, intimando di una serie di conseguenze che ci saranno nel caso in cui non accettasse l'accordo. 

Tuttavia questa mattina il governo Americano ha dimostrato la sua vicinanza "al nostro amico Israele" a seguito di un attentato a Gerusalemme che ha scatenato 6 morti (di cui due terroristi) e 15 feriti.

Secondo un'inchiesta condotta dal giornalista Israeliano Barak Ravid, noto analista politico alla CNN, Witkoff ha incontrato ieri a Miami Ron Dermer, il braccio destro di Netanyahu, per discutere di un evenetuale "piano del dopoguerra nella striscia di Gaza".

Effettivamente pochi minuti fa c'è stato l'ordine di far evacuare tutti i cittadini di Gaza City: un portavoce Israeliano ha scritto su X che "l'esercito Israeliano è determinato a sconfiggere Hamas e opererà nella striscia di Gaza con grande determinazione".


Lo sgombero dei cittadini Palestinesi evidenzia la totale vittoria dei sionisti su Gaza, ma soprattutto evidenzia la totale incoerenza del presidente americano che nei suoi mesi di mandato ha dimostrato di rilasciare solo dichiarazioni d'intento senza arrivare a nulla di concreto, decretando così la totale umiliazione dei cittadini Palestinesi. Si dovrebbe dire al presidente Trump- e all'intera Casa Bianca- che non si può parlare di un progetto di "dopoguerra" ma di un progetto di "dopo-genocidio". 

Lui ama definirsi un "mediatore", ma la sua presunta forza non è leadership, ma crudeltà travestita da pragmatismo: per Donald Trump la sofferenza dei Palestinesi è solo un rumore di fondo, coperto da applausi e annunci propagandistici sui social. 


Ma qui il problema non è solo in America ma anche in Europa: una spettatrice silenziosa che si subordina a Donald Trump, senza dimostrare autonomia strategica: Washington detta legge e Ursula Von der Leyen ubbidisce. In questa complicità- mascherata da passerelle diplomatiche e dichiarazioni di ogni genere- possiamo constatare il totale fallimento dell'EU nel conflitto Israelo-Palestinese. 


A cura di Stefano Pelliccia




Commenti

Post popolari in questo blog

Iran: Il Dio delle Armi

The Big Beautiful Bill: Democrazia senza opposizione