Meloni: la Global Sumud Flotilla è una missione irresponsabile 


Nelle ultime ore la Meloni ha commentato gli attacchi di mercoledì notte nei confronti delle barche della Sumud Flotilla, ovvero la missione umanitaria che in questi giorni sta cercando di raggiungere la striscia di Gaza via mare. La premier, parlando con i giornalisti a New York, in occasione dell'Assemblea generale dell'Onu ha dichiarato: 


"La condanna di quello che è successo sta notte è totale.. dopodiché però voglio ribadire quello che penso di questa vicenda, perché tutto questo è gratuito, pericoloso e irresponsabile. Non c'è bisogno di rischiare la propria vita per mandare degli aiuti a Gaza che il governo Italiano e le autorità preposte avrebbero potuto consegnare in poche ore"


La situazione della Flotilla adesso


Le barche- nonostante gli attacchi mediatici, politici e militari- continuano senza paura il loro viaggio. Attualmente dovrebbero trovarsi al largo di Creta.

Da giovedì scorso- ovvero dalla partenza della Flottila - la premier non si era ancora esposta in maniera netta riguardo questa missione umanitaria. 

Tuttavia, a seguito della radicale presa di posizione, la leader dell'opposizione Elly Schlein non ha tardato a rispondere al primo ministro dicendo: 


" Lei rimane un'irresponsabile, dopo aver trascinato l'Italia sulla posizione di Netanyahu, la Meloni fa la megalomane e da tre anni divide il paese"



La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito "irresponsabile" l'iniziativa degli attivisti e dei giornalisti che, a bordo di barche stanno tentando di raggiungere Gaza per consegnare aiuti umanitari. Un giudizio troppo netto, che apre a più di una contradizione politica e morale. 

Che la Meloni usi slogan eccessivi e sprezzanti per pura propaganda populista è risaputo, ma guardiamo i fatti: da una parte ci sono centinaia di persone che rischiano la vita pur di portare cibo e medicine ad una popolazione stremata dalla potenza sionista, dall'altra un governo che mentre condanna questa missione come "inutile" e "pericolosa" si limita a fare pochi fatti e ad affrontare la situazione con dichiarazioni generiche e di circostanza.

L'ipocrisia di questo governo è ancora più evidente se si considera che, nonostante la Meloni abbia detto all'ONU che "Israele ha raggiunto il limite a Gaza", l'Italia rimanga il terzo fornitore mondiale di armi a Israele, secondo i dati SIPRI. Un paradosso non indifferente che rivela l'abisso tra la retorica politica e la realtà dei fatti. Ma d'altronde è il solito gioco: parole di facciata nei palazzi internazionali per tenere a bada i leader Europei, e affari ben più concreti nelle fabbriche di armi Italiane. Così, mentre chi si muove concretamente per portare aiuti umanitari a Gaza viene bollato come irresponsabile, il nostro Paese arma chi bombarda, schierandosi per l'ennesima volta dalla parte sbagliata della storia. Allora il vero limite, osservata la realtà dei fatti, non è stato superato solo a Gaza: è stato superato anche a Roma, nel momento in cui il governo ha deciso di sacrificare la dignità e la tutela dei cittadini Palestinesi, che nel frattempo continuano a morire di giorno in giorno, di dichiarazione in dichiarazione. 

A cura di Stefano Pelliccia


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