Maiorino: il ministro Tajani e tutto il governo si comportano come gli influencer di Netanyahu
Sabato 13 settembre si è svolto a Pescara l'evento "FIVE", organizzato dal Movimento 5 Stelle. Un appuntamento che ha posto al centro dell'intero dibattito il tema dei diritti, affrontato attraverso interventi e testimonianze di rilievo. A moderare il dibattito è stato il Professor Luciano d'Amico (PD), mentre tra i partecipanti figuravano la senatrice Alessandra Maiorino (M5S) e il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S), insieme all'assessore ed attivista Luca Trapanese e l'esperta in comunicazioni Marielisa Serone d'Alò.
Abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con la senatrice Maiorino, balzata agli onori della cronaca per aver definito il ministro Tajani un "influencer prezzolato dal governo Israeliano"
Senatrice lei cambierebbe le parole del discorso fatto al ministro Tajani pochi giorni fa?
Assolutamente no. Le mie parole sono state chiarissime, anzi le ribadisco: il ministro e tutto il governo Meloni si comportano come gli influencer di Netanyahu, cercando di coprire i crimini e minimizzandoli facendo una propaganda che allontana dalla realtà.
La Global Sumud Flotilla è partita poche ore fa: lei crede che queste imbarcazioni porteranno un aiuto concreto alla popolazione Palestinese?
Sì. Indipendentemente se le imbarcazioni arrivino fisicamente o meno, io credo che per i Palestinesi e le Palestinesi la cosa più importante sia quella di sapere che non sono dimenticati, ed oggi con la missione della Sumud Flotilla loro sanno che il Mondo li vede e li sente.
Il 12 Settembre all'Assemblea Nazionale delle Nazioni Unite 142 paesi hanno votato a favore del riconoscimento dello stato Palestinese: Senatrice, lei crede che dal 2023 si siano fatti dei concreti passi in avanti?
Forse questo è un passo avanti ma ci sono volute quasi 70.000 persone morte ammazzate, con un primo Ministro Israeliano che ha dichiarato che la Cisgiordania e la Striscia di Gaza non saranno mai territorio Palestinese, facendo "cadere la maschera" rispetto ad un movimento sionista feroce. Quindi sì, c'è stato un passo in avanti -troppo tardi- ma c'è stato.
Come possono i cittadini vivere attivamente la questione dei diritti di cui si parlava durante l'intervento?
Innanzitutto sentendosi liberi e libere con sé stessi, senza farsi condizionare dai pregiudizi e i preconcetti: essere sé stessi è il viaggio più affascinante ma anche più difficile che si possa fare, e non vale soltanto per le persone che magari comprendono di avere un diverso orientamento sessuale, ma vale per tutti. Il viaggio verso la conoscenza di sé è il viaggio più complicato però è un viaggio che vale la pena fare, sempre nel rispetto dell'affermazione dell'altro.
a cura di Stefano Pelliccia
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