DELITTO E CASTIGO, OPERA STRAORDINARIAMENTE RIVELATRICE

 DELITTO E CASTIGO, OPERA  STRAORDINARIAMENTE RIVELATRICE

“BASTA FINTI MIRAGGI, BASTA FINTE PAURE, BASTA FANTASMI!… ESISTE LA VITA!”

Fedor Dostoevskij



Esistono molti romanzi che una volta letti cadono nel dimenticatoio e finiscono in un cassetto a prendere polvere. Romanzi di cui ci rimane impresso giusto il titolo e nessuna sensazione che abbiamo provato leggendolo e assaporandolo. Ma delitto e castigo  non è certamente tra questi. Delitto e castigo è il romanzo più celebre mai scritto da Fedor Dostoevskij (Mosca, 1821-San Pietroburgo,1881; fu uno dei più grandi cardini della letteratura e del pensiero ottocenteschi) ed è un’opera immortale.


Immortale perché è un’opera in grado di raggruppare e sintonizzare in perfetta armonia ogni stile di scrittura ma anche ogni modo di vedere la vita e il mondo  nei secoli scorsi ed è allo stesso tempo di una scottante attualità.  Ci dimostra che l’eco delle voci remote al giorno d’oggi è più sonoro che mai! Un romanzo fondamentale per la nascita del successivo mondo narrativo del novecento per aver introdotto una moltitudine di temi freschi per allora e per averli trattati in modo totalmente innovativo e avvincente. 

TRAMA

Al centro della trama lo scavo psicologico e psichico dei personaggi e l’analisi genuina della complessa sfera emotiva di questi. Protagonista del romanzo  un giovane di 23 anni, Raskolnikov, studente di giurisprudenza, facoltà che abbandona all'inizio del racconto. Proveniente da una famiglia di campagna piegata dalla fame e la miseria, si mantiene gli studi tenendo lezioni come maestro elementare e vive in affitto in un abietto appartamento a San Pietroburgo. Il ragazzo è affetto da gravi disturbi psichiatrici oltre ad essere travolto emotivamente da gravissimi problemi economici è anche costretto a subire pesantissime umiliazioni e soprusi  da persone più ricche e potenti di lui. Così, a furia di condurre questa squallida vita, intrappolato in questo tunnel emozionale senza fine,viene folgorato da un profondissimo senso di vuoto e abbandono che si trasforma in odio e ferocia repressa. Inizia così a perdere il contatto con la realtà concependo la teoria del “superuomo” e preso da deliri di onnipotenza pianifica il delitto perfetto, prima un pò titubante e turbato da se stesso ma poi completamente infervorato e voglioso di compiere il delitto che dopo una lunga e meticolosa premeditazione metterà in pratica. La vittima è un’acida e burbera anziana, proprietaria del suo alloggio, che ultimamente lo vessava e gli creava problemi e preoccupazioni per i suoi debiti e ritardi nel pagamento. Una volta compiuto il delitto, Raskolnikov, dopo averla fatta franca in un primo momento, sarà in balia di un lungo periodo di sentimenti contrastanti, esaltazione, confusione, rabbia, angoscia, fino ad arrivare a un pentimento colmo di rassegnazione verso il mondo. Questo pentimento lo porterà ad una confessione del reato commesso che aprirà le porte ad un suo processo di purificazione, tutto ciò avverrà durante il suo sconto di pena, ai lavori forzati in Siberia.  


Possiamo quindi reputare delitto e castigo  una storia di massima sofferenza ma anche di speranza e salvezza. Uno dei classici più letti, divorati ed influenti di tutti i tempi, che ha estasiato giovani di intere generazioni e che  sicuramente continuerà a coinvolgere ed incantare.

Articolo a cura di Ruben Calore


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